Data Visualization: gli insight a portata del Business

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Data Visualization: gli insight a portata del Business

Trovare le interfacce giuste per narrare i dati con efficacia e immediatezza è la chiave per un business reattivo e vincente.

November 26, 2020

Authors

  • Daniele Natali

    Business Innovation Manager - Vidiemme

La quantità crescente di informazioni preziose prodotte dalle aziende sta imponendo ai CIO l’adozione di nuove strategie, per raccoglierle e distribuirle, e di tecnologie big data per unificarle ed elaborarle.

Tale convergenza ha offerto un’opportunità unica di evoluzione e democratizzazione degli strumenti e delle attività di Business Intelligence. Se prima le informazioni erano sparse in silos, divise per applicativi o aree aziendali ed analizzate per settore, ora sono uniformate e correlabili tra loro, concedendo una nuova e più nitida visione d’insieme della propria realtà.

E’ una vera rivoluzione per il data-driven decision making (DDDM), per il quale i dati sono quel nuovo petrolio che, raffinato e trasformato in insight concreti, può suggerire decisioni di business efficaci e muovere l’azienda verso i propri scopi e obiettivi.

L’evoluzione dei tool di BI: dall’IT al Business

Il percorso evolutivo degli strumenti di BI ricalca il sistema bimodale proposto da Gartner per classificare le metodologie di approccio a un processo.

Quelli più tradizionali seguono il Mode 1, proponendosi di digitalizzare procedure di analisi ben determinate tramite soluzioni software dedicate, sviluppate dall’IT a fronte di requisiti prestabiliti e non modificabili. Se da un lato sono robusti, scalabili e dalla privacy compliance definita by design, dall’altro tendono ad evolversi con lentezza e operare in domini ristretti.

I più recenti rispecchiano invece il Mode 2, offrendo un approccio più agile ed esplorativo. Puntano a dare in mano al business strumenti statistici evoluti e algoritmi di Augmented Analytics basati su intelligenza artificiale perché possano leggere i dati e individuarne relazioni e trend tempestivamente ed in autonomia.

Questo rappresenta un radicale cambio di paradigma: infatti la BI ha rivoluzionato il modo di scoprire gli insight,passando da monolitiche analisi compartimentali a rapidissime esplorazioni trasversali.

In questa virata sono cambiati i visi di chi produce e consuma queste evidenze e, di conseguenza, anche le tecniche per raffigurarle e narrarle.

Visualizzare gli insight: velocità e audience

Il termine data visualization ha origine negli anni 60 e si riferisce alla rappresentazione delle informazioni in forma schematica mediante grafici, mappe, dashboard interattive ed altro, al fine di presentare statistiche e fatti.

Il cambio di passo imposto dai nuovi modi di fare BI ha dato ancora più importanza alla disciplina: laddove il fattore tempo è diventato fondamentale, la scelta dei metodi di visualizzazione delle informazioni che meglio esaltino trend e anomalie è diventata cruciale.

Ma per congiungere il lavoro esplorativo degli analisti a quello decisionale dei manager non basta tradurre i dati in grafici: a valle deve esserci una narrazione che sappia raccontare efficacemente e senza attriti le peculiarità del business trattato, tenendo in considerazione il mindset dell’audience che la dovrà ascoltare.

A queste nuove priorità infine si incrociano la moderna pervasività delle informazioni ed il crescente numero di canali di comunicazione. Così subentrano, accanto all'importanza di come visualizzare i dati e chi destinarli, anche il quando e dove raggiungerli.

Intelligence subito, su misura e ovunque

La Mobile Business Intelligence è una pratica ormai mainstream e concede al management l’accesso a enormi moli di informazioni da smartphone e tablet, permettendogli di sostenere con i dati piccole e grandi decisioni ovunque e in tempo reale.

Si basa su ecosistemi cloud moderni e veloci ed applicazioni mobile in grado di sfruttare al massimo display di ridotte dimensioni seguendo le più consolidate regole di usabilità. Ma questa è solo la punta dell'iceberg: la diffusione nel mercato di tecnologie di Intelligenza Artificiale e di Agenti Conversazionali ha aperto la strada a un gran numero di innovazioni pensate per dare ancora più valore ai dati.

Tramite tecniche di generazione del testo (Natural Language Generation) è possibile convertire i dati in descrizioni testuali automaticamente per poi veicolarli attraverso email, documenti, chat, voice assistant, etc.

A queste possono affiancarsi quelle di Data Storytelling, che sfruttando l’intelligenza artificiale riescono ad identificare insight nei dati e narrarli con un limitato supporto umano. Gartner prevede che entro il 2025 il 75% delle data stories comprenderanno dati generati grazie a queste tecniche.

Le tecnologie di Conversation Chatbot for Analyitcs permettono di porre domande in linguaggio naturale ad un agente conversazionale e ottenere in risposta informazioni puntuali sui dati o vere e proprie analisi visuali che mettano in evidenza insight significativi per l’utente.

Tutte, da quelle più consolidate a quelle più innovative, hanno il fine di ridurre il tempo tra comunicazione e decisione.

Ognuna ha i suoi pregi e difetti e, come spesso accade, non esiste alcun silver bullet: dall’ergonomia alla scelta del canale, ogni esperienza è unica e nasce da quell’incrocio tra come, chi, quando e dove esclusivo di ogni realtà.

Tra arte e scienza

Dal minimalismo delle interfacce mobile all’avanguardia di quelle conversazionali, da quelle più eleganti del fashion a quelle più guidate del finance, Vidiemme dal 2004 non ha mai smesso lavorare a nuovi modi per portare le informazioni a chi sa trasformarle in valore.

Il nostro segreto è quello di saper intrecciare tecnologia e mercato, metodo e creatività, per scoprire e implementare le soluzioni più adeguate per ogni contesto. Gartner definisce la data visualization come un misto tra arte e scienza. Noi non potremmo essere più d’accordo.

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