Filiera: Affermazione di un nuovo soggetto economico e sociale

Insights

Filiera: Affermazione di un nuovo soggetto economico e sociale

Il nuovo paradigma gestionale

June 26, 2020

Authors

  • Gian Battista Lazzarino

    Director

L’azienda oggi non è più l’unità di riferimento minima del sistema economico; al suo posto si è affermata la filiera che ricomprende l’azienda stessa come parte di una complessa rete di interdipendenze tra soggetti economici, sociali e istituzionali.

L’azienda, da sola, non è più in grado di controllare molte delle leve strategiche e gestionali che solo qualche decennio fa usava per determinare il proprio modello competitivo e dalle quali poteva derivare uno stretto rapporto di causa-effetto tra decisione e risultato. Oggi, la realtà economica è un ambiente composito, incontrollabile e a complessità crescente, caratterizzato da fluttuazioni, turbolenze e cambiamenti. Gli spazi di autonomia si comprimono sempre di più; le decisioni di un’azienda hanno un impatto su altri attori economici, che a loro volta, con le proprie scelte, influenzano e condizionano i risultati dell’azienda stessa.

La strada per riappropriarsi, seppure in parte, di quel determinismo economico “decisione-risultato” è cambiare il punto di osservazione: non più il livello dell’azienda, ma quello della filiera, così da riacquisire il controllo di tutte le leve strategiche/gestionali/economiche.

La chiave per il successo della filiera, e quindi dell’azienda al suo interno, è padroneggiare il concetto di interdipendenza, una delle idee centrali della teoria dei sistemi. Le diverse definizioni di sistema esprimono l'idea di interdipendenza; senza interdipendenza tra le parti non esiste un sistema, ma solo un insieme di elementi indipendenti. I limiti alla crescita delle risorse interne di un gruppo (filiera) nascono dallo scontro fra due modalità relazionali opposte e confliggenti: quello della dipendenza e quello dell’indipendenza.

L'interdipendenza appare intrinsecamente complessa in quanto comporta una dinamica di “dipendenza- autonomia” a diversi livelli. Come sottolinea Stephen Covey, studioso della leadership: “l'interdipendenza è una scelta che solo le persone indipendenti possono fare”.

Chi non saprà interpretare il proprio ruolo all’interno della propria filiera, si troverà isolato dal mercato e soccomberà; non c’è più posto per aziende che non sanno coordinarsi tra loro. Per coordinarsi in una filiera e per dosare indipendenza e dipendenza è necessario familiarizzare con nuovi concetti manageriali ed ampliare la propria sfera di controllo e di influenza, estendendola ad ambiti oggi non considerati. Ad esempio, il management è chiamato oggi a migliorare – se serve - la resilienza finanziaria dei propri fornitori e dei fornitori dei propri fornitori, così come dei propri clienti; ad accettare o esercitare nuove forme di controllo; a coprirsi dai rischi presenti nei punti più deboli della filiera. Ogni filiera rappresenta una nuova infrastruttura economica e va gestita come tale.

Le filiere sono a tutti gli effetti l’epitome dell’impresa del terzo millennio e, seppur non ancora dotate di forma giuridica, sono assimilabili ad una multinazionale moderna. Cisco Systems ne è la rappresentazione più autentica: fondata nel 1985 da alcuni docenti di Stanford con un modesto investimento in venture capital, l’azienda apre all’azionariato pubblico cinque anni dopo fatturando 69 milioni di dollari. Nel 1999 il fatturato ammonta a 12 miliardi, con più di 2 miliardi di utili e un valore sul mercato azionario di 220 miliardi che rende Cisco la quinta società del mondo in quel momento. Per prima, Cisco è stata in grado di sfruttare pienamente le potenzialità della rete applicate tanto alle relazioni interne, quanto creando rapporti interdipendenti con clienti e fornitori che ha messo in contatto diretto. Cosi facendo, essa ha ridotto al minimo i proprio apparto produttivo – dei trenta stabilimenti che utilizzava nel possiede solo due – e il numero degli addetti (poco più di 20.000, per gran parte ingegneri, ricercatori e venditori). Il modello Cisco all’inizio del XXI secolo viene imitato da aziende di frontiera come Dell e Hewlett Packard, riecheggiando anche in comparti tradizionali quali la meccanica agricola, la grande distribuzione e la fornitura di energia. L’impresa a rete ha posto in discussione il modello precedente dell’azienda unica, integrata e governata dalla gerarchia manageriale. Date queste mutate condizioni di lavoro e di relazione tra aziende, ogni impresa va a specializzarsi per la propria parte: Cisco, impegnandosi prevalentemente nella progettazione, nel coordinamento generale e nella collocazione sul mercato del prodotto finale, e delegando il più possibile all’esterno l’attività produttiva; i suoi fornitori, diventando al contempo “specialisti” – nel rispondere alle esigenze specifiche di Cisco - ma anche “generalisti”, offrendo il medesimo servizio anche ad altri committenti. Cisco ha messo in evidenza come la guida diretta del management non sia più attuabile, ma deve seguire le nuove regole del disegno modulare della struttura a rete, affidandosi a capacità esterne e a economie di sostituzione. Tuttavia l’impresa resta inevitabilmente un attore da cui è impossibile prescindere, conservando attributi legali (diritti di proprietà, trasferibilità delle azioni, responsabilità limitata, etc.) che non possono essere ceduti alla rete. Diversamente, il ruolo del management risulta cruciale per l’ideazione e l’attuazione di strategie competitive, e per attuare quel collegamento e quelle relazioni fra gli attori del sistema allargato (filiera).

Nel mondo globale, la nostra interdipendenza è globale e risulta a maglie sempre più strette: le aziende non possono più sopravvivere secondo il paradigma dell'individualismo competitivo del passato. A conferma, il concetto di sostenibilità non esiste ove non venga declinato lungo tutta la filiera. Non ci saranno mai imprese ESG (Environmental, Social, Governance) se non ci saranno filiere ESG. La filiera diventa perciò un ecosistema capace di sprigionare una potenzialità self-enforcing idonea a rappresentare una leva del valore. Anche il mercato dei capitali si è accordo di quanto questo processo sia ineluttabile, come dimostrato dalle recenti scelte di Blackrock, la più grande società di investimenti al mondo.

La prospettiva filiero-centrica attraverso la quale le imprese devono pensarsi oggi all’interno del sistema economico è quindi la migliore risposta per garantire competitività e sostenibilità a patto che il management sia capace di riformarsi, assimilando il concetto di interdipendenza e responsabilità allargata.

Scopri la soluzione BIP QUI.

Contattaci

Sei pronto a dare vita alle tue idee?