Il BIP Funding Response

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Il BIP Funding Response

May 20, 2020

Authors

  • Danilo Perrucci

    Partner

Foschi scenari economici si addensano in quella che gli economisti hanno definito come la tempesta perfetta. L’Italia, primo paese Europeo a prendere provvedimenti per affrontare la pandemia da Covid-19 con misure di lockdown, ha visto al ribasso le stime di crescita per il 2020: -8% del PIL, secondo il Documento di Economia e Finanza (DEF) approvato a fine aprile, contro un ancor più negativo scenario pari al -9,1% previsto dal Fondo Monetario Internazionale.

La crisi sanitaria e gli strumenti per contenere il diffondersi del contagio colpiscono in modo diverso il tessuto economico, distinguendosi per:

  • Settore produttivo: in grande crisi la filiera del turismo e mobilità, con aerei fermi negli hangar aeroportuali (o destinati al trasporto del solo personale sanitario) e strutture ricettive convertite in luoghi di degenza; nel settore automotive le fabbriche sono ferme ed i concessionari chiusi; rilevante l’impatto sull’indotto della socialità e cultura, con bar, ristoranti, teatri e cinema impossibilitati per lungo periodo a garantire l’adeguato distanziamento sociale.

  • Contesto geografico: l’agenzia Cerved prevede che il 47% del fatturato perso tra 2020 e 2021 sia imputabile ad imprese della Lombardia e del Lazio; ma sebbene le Regioni del Sud Italia soffrano in misura minore l’emergenza sanitaria, la crisi economica le colpisce in misura proporzionalmente maggiore nel lungo periodo, stante una preesistente precarietà del mercato del lavoro.

  • Dimensione aziendale: l’OCSE conferma il rischio sopravvivenza per il 50% delle PMI, che contribuiscono al 60%-70% della copertura occupazionale, riverberando naturalmente tale rischio sull’indotto di approvvigionamento di grandi imprese del settore industriale e terziario.

Non l’intero l’apparato produttivo ha però subìto una battuta d’arresto. Il riorientamento ad un’economia di sussistenza ha ad esempio richiesto una spinta di crescita al settore della distribuzione alimentare moderna, agevolando al contempo il rafforzamento delle piattaforme e-commerce. Senza contare, ovviamente, la filiera dei prodotti medicali e servizi sanitari ed il comparto della tecnologia e dei servizi a supporto della trasformazione digitale.

Per superare la tempesta, a supporto delle imprese sono stati approntati diversi strumenti di sostegno e di sviluppo, soprattutto per affrontare le situazioni di crollo della domanda, attutire le perdite ed attrezzarsi per tornare nel minor tempo possibile ai livelli di business pre-Covid-19.

Ma tali ed ulteriori strumenti di sviluppo sono disponibili anche per le aziende chiamate ad affrontare un aumento della domanda, per capitalizzare le opportunità emerse e consolidare la sostenibilità del proprio business per i tempi che verranno.

Un programma di ricostruzione e sviluppo del tessuto economico promosso a tutti i livelli di governance pubblica, che se da un lato punta a favorire la ripresa dei consumi privati, dall’altro è volto ad incoraggiare l’innovazione nelle imprese:

  • Strumenti Regionali: già nei primissimi giorni di lockdown, le Regioni si sono attrezzate per garantire il sostegno alla diffusione dello smart working, con bandi volti a favorire lo sviluppo di piani aziendali di lavoro agile che hanno portato rapidamente a veicolare le risorse stanziate a valere sui Fondi di Coesione UE. Una transizione verso digital workplaces e digital services che negli ultimi anni hanno trovato sempre più spazio nelle agende delle Regioni Italiane, grazie ad una programmazione dei Fondi Strutturali e di Investimento volta a tradurre in concreto gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea e della Strategia Nazionale per la Crescita Digitale. Un’esigenza, quella della digital transformation, che troverà sempre maggiore spazio anche con la programmazione che prenderà il via dal 2021.

  • Strumenti Nazionali: tra le molte misure, il taglio dell’IRAP (da versare a giugno per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato) rappresenta invece una delle punte di diamante della strategia di defiscalizzazione posta in essere dal Governo italiano con il Decreto cd. “Rilancio”, che si avvale inoltre della cancellazione dell'acconto IMU di giugno per alberghi e stabilimenti balneari e del rinvio delle scadenze fiscali a carico delle imprese a settembre. Inoltre, il Credito d’Imposta, che già prima della crisi scatenata dal Covid-19 incentivava gli investimenti delle imprese in nuovi beni strumentali tecnologici, materiali e immateriali, e nella formazione del personale nell’ambito del Piano Transizione 4.0, grazie agli ultimi Decreti Legge “Cura Italia”, “Liquidità” e “Rilancio” ha visto estendere il proprio ambito di applicazione anche ad altre spese, in primis a favore dell’adeguamento e della sanificazione degli ambienti di lavoro, ma anche della locazione di immobili ad uso commerciale e per investimenti pubblicitari.

  • Strumenti Europei: l’Unione Europea gioca un ruolo decisivo nel sostenere realtà imprenditoriali di ogni dimensione. Ne sono vivida dimostrazione ad esempio i programmi a gestione diretta come Horizon 2020 ed il suo successore Horizon Europe (per il sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica), il LIFE (per la sostenibilità ambientale, l’economia circolare e la lotta ai cambiamenti climatici), il CEF (per il finanziamento in infrastrutture in grado di connettere maggiormente i paesi dell'Unione Europea negli strand Energy, Transport e Telecom), l’Innovation Fund ed il Modernization Fund (per l’innovazione, l’applicazione dimostrativa ed il roll-out di low-carbon technologies), il nuovo Digital Europe (per le infrastrutture e le competenze in ambito high digital tech) o il COSME (per la competitività delle PMI, lo sviluppo di nuovi modelli di business, l'internazionalizzazione, la cultura imprenditoriale e l'accesso al credito).

I professionisti BIP mettono in pratica da tempo un approccio che coniuga esigenze aziendali di investimento e disponibilità di finanziamento pubblico, tracciando con continuità le opportunità di sostegno calate sulle singole realtà d’impresa.

Per questo, in un momento così cruciale dell’economia nazionale, è stato codificato un programma di sviluppo denominato BIP Funding Response, destinato a tutte le realtà aziendali ed orientato a sostenere con leva pubblica gli investimenti prioritari in funzione delle condizioni di mercato:

  • Crescita di mercato: Digitalizzazione ed High Tech, Formazione, Sostenibilità e Decarbonizzazione, Internazionalizzazione, Sicurezza.

  • Contrazione di mercato: Digitalizzazione ed High Tech, Formazione, Innovazione di prodotto/servizio, Occupazione, Defiscalizzazione.

BIP FUNDING RESPONSE

Le necessità di investimento e sostegno sono naturalmente molteplici e non si esauriscono nei topic definiti come prioritari, dipendendo oltremodo dagli specifici settori di riferimento, dalle dimensioni aziendali e dal contesto complessivo di mercato.

Il BIP Funding Response ha in questo il vantaggio di orientare rapidamente ed efficacemente verso le concrete opportunità di finanziamento pubblico, disponibili a qualunque livello di governance (regionale, nazionale, europeo) e per ogni comparto di investimento.

L’emergenza ha chiaramente messo in luce opportunità per imprese di ogni settore e dimensione, dimostrando che mutamenti dirompenti e inaspettati necessitano di un’adeguata capacità di adattamento. L’economia necessiterà di un importante periodo di rilancio, una fase espansiva in cui la crescita economica, anche grazie alla disponibilità di investimenti pubblici, avrà nell’innovazione e nella sostenibilità i suoi capisaldi.

Da dove ripartire, quali investimenti pianificare e come sostenerli possono essere domande complesse, coniugare decisione e velocità d'esecuzione è la risposta comune.

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