Insights

Il futuro del servizio idrico in Italia

Osservazioni e commenti sulla proposta di Legge Daga “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque”

May 15, 2019

Il settore idrico italiano è al centro di un dibattito, anche legislativo, in grande fermento.

La proposta di Legge che vorrebbe “ripubblicizzare” l’intero settore individua nelle società quotate che detengono le concessioni le principali responsabili.

Ma i dati parlano chiaro e sfatano questo pregiudizio: le quattro grandi utility italiane hanno visto salire i propri utili di 700 milioni di euro tra il 2013 e il 2018 ma contestualmente hanno aumentato gli investimenti di 817 milioni di euro. Del resto, se non investissero, come potrebbero rimanere efficienti e garantire la crescita e i benefici per i soci, ma anche per i servizi che hanno in gestione?

Nel progetto di legge si ipotizza altresì di riportare il controllo del servizio idrico sotto il Governo, togliendolo alla Authority. Sarebbe un grande errore. Oltre al lavoro egregio dell’Autorità sulla razionalizzazione delle tariffe, è fondamentale che la verifica dell’effettivo svolgimento dei lavori in base agli investimenti programmati sia svolta da un ente indipendente dalla politica. Anche in questo caso, i numeri sostengono questa ipotesi: da quando è stata istituita l’Autorità per l’energia, che nel tempo è passata ad occuparsi anche del ciclo dei rifiuti e poi del servizio idrico, il tasso di realizzazione degli investimenti programmati è passato dal 55-60% (triennio 2007-2009) all’80% (quadriennio 2014-2017).

Related Industries

Contattaci

Sei pronto a dare vita alle tue idee?