Lavorare con la Cloud AI: la professione del futuro

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Lavorare con la Cloud AI: la professione del futuro

Come abbiamo già avuto modo di sperimentare nella nostra vita quotidiana - grazie ai vari Amazon Alexa o Google Translator - il Cloud offre potenzialità altrettanto rivoluzionarie alle aziende, soprattutto in termini di innovazione di processi e attività. Abbiamo chiesto a Marco Pesarini - Director di BIP e esperto di Cloud Data and Blockchain - quali opportunità e sfide questo scenario offre alle imprese e quali sono le skill che i professionisti di questo settore, in costante evoluzione, devono perfezionare per rispondere efficacemente alle esigenze dei clienti.

March 6, 2020

Parliamo di Cloud: quali opportunità apre alle aziende?

Prodotti come Amazon Alexa, Google Translator o le funzioni di miglioramento delle immagini sugli iPhone sono meraviglie dell’innovazione ormai entrate nella nostra vita quotidiana. Non tutti però sanno che questi strumenti sono basati in primo luogo su algoritmi avanzati di Intelligenza Artificiale, e resi possibili dalle potenzialità offerte dal Cloud.

Consentendo un accesso diffuso alla tecnologia e prezzi ridotti grazie alle economie di scala, il Cloud offre potenzialità altrettanto rivoluzionarie alle aziende per l’evoluzione dei propri processi e delle proprie attività. Si pensi, ad esempio, all’utilizzo di un assistente come Siri nella gestione dei contatti cliente, all’impiego di strumenti di lettura dei documenti basati su Google Vision in un backoffice bancario, o ancora alle funzioni di Image Processing di Microsoft applicate all’analisi dei difetti dei prodotti, potenzialmente disponibili già sulle linee produttive per un’immediata correzione. Il cloud, e in particolare le cosiddette cloud function, consentono infatti di sfruttare l’intelligenza artificiale di Google, Amazon, Microsoft, Apple – e di tutti i nuovi player in arrivo sul mercato - per innovare i processi aziendali, senza la necessità di creare delle soluzioni proprietarie, in quanto è possibile accedere alle soluzioni più avanzate già disponibili.

Quali sono invece le sfide da affrontare per cogliere queste opportunità?

Per cogliere queste opportunità di innovazione le aziende devono affrontare due grandi temi.

Il primo è che non esiste una soluzione che sia davvero plug & play: il traduttore di Google, se non adattato al lessico dell’azienda, risponde al 70% delle esigenze di traduzione; ancora non abbastanza per poter essere applicato così come disponibile sul cloud. Quindi per rispondere alle esigenze specifiche del cliente le soluzioni necessitano di essere configurate - spesso customizzate - e poi integrate nel contesto applicativo aziendale, valutando gli opportuni temi di privacy e protezione del dato e disegnando come le funzioni cloud dialogano tra loro e con gli altri applicativi del cliente, in un mesh applicativo che può coinvolgere più cloud, in quella che viene definita coreografia dei servizi multi-cloud.

Il secondo, non meno importante, è che nel mercato del cloud vi è una forte concorrenza e tutto è in continuo progresso; molte funzioni si assomigliano tra loro (si pensi ad Alexa e Google home) ed è importante sapersi orientare nella scelta avendo la capacità di comparare soluzioni sempre più innovative.

Cosa comporta questa evoluzione per i professionisti del settore?

In questo contesto il nostro lavoro diventa fondamentale, in particolare se abbiamo a disposizione un mix di competenze specifiche. Per questo abbiamo iniziato a parlare di Cloud Data Architect, una figura che oggi non è presente nel mercato del lavoro, ma che nel prossimo futuro sarà molto richiesta. Partendo dalla conoscenza delle esigenze del cliente e dalla padronanza delle funzioni cloud sul mercato, il CDA si occuperà di disegnare l’architettura funzionale migliore per integrare l’intelligenza artificiale fornita dai grandi player nei contesti aziendali più disparati, identificando tra le diverse alternative disponibili la scelta ideale da adattare settorialmente al singolo cliente.

I Cloud Data Architect di domani, ma anche di oggi, hanno necessariamente le basi di un architetto cloud, a cui si aggiunge la comprensione delle architetture dati, delle soluzioni di intelligenza artificiale e la volontà di continuare a sperimentare inseguendo soluzioni sempre più avanzate. Sono curiosi, sperimentano in modo critico le soluzioni disponibili nel mercato, sia sul lavoro che nella vita di tutti i giorni, e sanno fare tesoro del learning on the job: la skill chiave è sempre saper capire l’innovazione, leggere il contesto in cui ci si muove e prepararsi al cambiamento in arrivo.

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