Porta Digitale: il futuro si tinge di blue & green.

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Porta Digitale: il futuro si tinge di blue & green.

Bip e Comune di Milano insieme con “Porta Digitale” per vincere la sfida del digital divide

November 18, 2020

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  • Alessia Canfarini

    Director

È una zona di passaggio, di transizione e separazione allo stesso tempo. Una zona fatta di quel senso di curiosità, attesa e scoperta che solo lei sa riservarci. Sappiamo cosa c’è prima, ma non cosa ci sarà dopo. Ogni porta è in grado di suscitare tutto questo: a volte può spaventare, altre volte è impossibile resistere al suo fascino.

Per alcuni è l’arrivo, per altri è la partenza. Aprire una porta – reale o allegorica – può essere una vera sfida. La attraversiamo per indagare la realtà e ricercare soluzioni. Ci spingiamo oltre per riformulare concetti, esplorare spazi e sperimentare nuove rotte verso un futuro migliore, in cui saranno possibili città accoglienti, inclusive, plurali. In questo senso, il varco diventa metafora del nostro tempo, del mondo contemporaneo fatto di confini incerti, mobili, transitori.

Ogni città ha le sue porte. Per Milano e i milanesi queste hanno un valore inestimabile, storico, sacro, per certi versi. Sono undici le porte di accesso alla città. Undici più una, ci piace dire da qualche mese. La dodicesima porta non è in nessuno luogo della città. Eppure è ovunque. Dodici è il numero perfetto per la porta cui in BIP abbiamo dato vita insieme all’Assessorato in Trasformazione Digitale e Servizi Civici del Comune di Milano. Nella mitologia greca dodici è il simbolo della ricomposizione della totalità originaria. La totalità originaria di Milano è per noi l’unione di sei attributi attraverso cui la città si esprime in tutta la sua pienezza. Milano come città intelligente, ricca di quelle intelligenze multiple, nascoste e diffuse che costituiscono il suo tessuto sociale. Milano come città della conoscenza che utilizza per migliorare costantemente la competitività su scala globale. Milano come città ubiqua in cui il limite tra fisico e digitale viene superato da una concezione ibrida e aumentata dello spazio, del tempo, delle relazioni che muovono la città. Milano come città del benessere e digitale il cui obiettivo è non lasciare indietro nessuno e ridurre il digital divide per aumentare consapevolezza e appartenenza di tutti. Milano come città sostenibile, non solo da un punto di vista ambientale ma in logica di rigenerazione continua di competenze, abilità e risorse.

La dodicesima porta è Porta Digitale. Un progetto che per BIP va oltre la dimensione della responsabilità sociale di impresa. Come ci insegna Luciano Floridi, uno dei più grandi pensatori del nostro tempo, ogni progetto umano deve essere etico, in grado di unire i concetti di share, di economia green e circolare (le cd politiche verdi) a quelli dell’informazione e dell’economia digitale (le cd politiche blu). Questo è il punto di partenza imprescindibile per creare una società animata da un nuovo modo di vivere insieme, in cui diventa rilevante la qualità delle relazioni tra individui.

Come People Company non possiamo che aderire a questo pensiero. Crediamo fortemente nel valore che possiamo generare quando il nostro lavoro e la nostra esperienza sono messi al servizio delle Persone, sia interne che esterne all’organizzazione, e dell’ecosistema in cui operiamo, fatto di cittadini la cui crescita è il vero acceleratore dello sviluppo dei territori. Il concetto di rigenerazione è ciò che caratterizza il nostro modo di disegnare e realizzare concretamente l’employee strategy: abbiamo nel tempo sperimentato come l’impegno diretto in iniziative ad alto impatto sociale sia una potente leva di attrazione, motivazione e sperimentazione dei valori di solidarietà e responsabilità che ispirano i comportamenti della nostra organizzazione dal micro al macro.

Il nome di questo progetto è nato in un venerdì sera, dopo una sessione di brainstorming tra colleghe amiche Biper. Mi ha sempre affascinato l’idea della porta e di tutte le possibilità che da essa conseguono. Gli anni in cui ho vissuto a Milano, nei pressi di Porta Romana, hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale. Nella frenesia delle giornate lavorative, mi capitava di ammirare quella porta, grande, possente, magnifica. Quando la attraversavo, era come se il tempo si fermasse, per un istante. Lo stesso sentimento l’ho provato a Odessa, città portuale nel sud dell’Ucraina che si affacciava sul Mar Nero, quando mi sono ritrovata davanti ad un porta-monumento aperta sul Mar Nero: era come se un mondo intero si scoprisse davanti ai miei occhi. Una volta capito che il nostro progetto sarebbe partito da una porta, il passaggio al digitale è venuto da sé. Il digital è ciò che troviamo dopo il varco, la dimensione che possiamo raggiungere.

Così si è aperta la Porta Digitale, il dodicesimo varco di accesso alla Milano del futuro, più sostenibile, più accessibile e più semplice per tutti. La porta come punto di accesso a una nuova consapevolezza: la necessità di diffondere la cultura e le competenze tecnologiche di base al maggior numero di persone possibile, con l’obiettivo di vivere al meglio la quotidianità e semplificarla nei suoi aspetti più operativi.

Questa l’ “impronta digitale” del progetto che vuole consegnare Milano ai propri cittadini in micro-esperienze a portata di mano, a portata di clic, a portata di tutti. La chiave della porta è nel nuovo concetto di educazione digitale, accessibile, inclusiva e sostenibile. L’educazione digitale rappresenta un elemento chiave perché le nuove tecnologie diventino leva dello sviluppo sociale. Educare e formare all’utilizzo delle nuove tecnologie è il ruolo che BIP gioca attivamente all’interno del progetto focalizzando l’attenzione sulle modalità di accesso ai servizi digitali del Comune e, più in generale, su tutti i servizi ritenuti utili al miglioramento della vita delle persone. Sei le aree di competenza del cittadino digitale: salute e sport, mobilità e ambiente, famiglia e socialità, sicurezza, cultura e lavoro, servizi per la comunità. Tre i comportamenti da incoraggiare nel cittadino attraverso un progressivo approccio di nudging lungo il progetto: informarsi correttamente, allenarsi costantemente, gestire autonomamente.

Un portale. Nove municipi. Seimila cittadini. Numeri di una sfida appena iniziata, progettata mesi prima della pandemia e che nella pandemia si è trasformata, mostrando tutto il suo potenziale di semplificazione e accrescimento del capitale di competenze della città. Una sfida che corre sul doppio binario della semplificazione e della consapevolezza, la leva per creare una comunità di cittadini partecipi e autonomi a prescindere dal quartiere, dal percorso di studi e dalla generazione di appartenenza. Diventano così necessarie nuove alleanze strategiche tra istituzioni, centri di competenze e cittadini, i veri ambassador della trasformazione digitale. Il cambiamento passa dallo sviluppo di un nuovo approccio alla tecnologia, libero da ogni pregiudizio. “Non riuscirò mai a imparare!”, “è troppo difficile”, “non fa per me”, “non mi serve”. A volte siamo noi stessi l’ostacolo all’apprendimento di nuove competenze, soprattutto se digitali. In realtà imparare a usare la tecnologia è come imparare ad andare in bicicletta: una volta acquisita la tecnica, non la si scorda più. Questo vale per tutti, giovani e meno. Non esistono confini generazionali nella città del futuro, dove la cooperazione tra le persone assume nuove forme. Come, per alcuni ambiti, non esiste più il confine tra identità fisica e digitale dell’individuo. Non stiamo parlando del futuro, ma del presente: ora per poter accedere ai servizi essenziali riservati al cittadino è necessario essere in possesso dello SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. In una città in cui si vuole una macchina amministrativa meno complessa, lo SPID diventa basilare. Niente più code agli sportelli ma servizi utilizzabili in ogni momento, in ogni luogo, che sia l’ufficio o il soggiorno di casa. Nel progettare la piattaforma di Porta Digitale ci siamo resi conto che questo è un imperativo non più rinviabile, che ci riguarda tutti. Sulla base dei comuni dubbi riguardo al tema abbiamo ideato, tra i tanti, un corso dedicato allo SPID dalla A alla Z: cosa è, a cosa serve, come ottenerlo, come utilizzarlo. Si tratta di una competenza digitale importante per l’immediato futuro, imprescindibile per il nostro presente limitato dalla pandemia che ci impone di evitare contatti e spostamenti.

Lo scopo principale è sensibilizzare all’importanza dell’educazione digitale. Per questa ragione, oltre ai corsi, nella piattaforma sono state introdotte le Olimpiadi Digitali, percorsi di learning gamificati, pensati come gara tra i 9 Municipi della città, che mirano ad allenare e aggiornare le sei competenze del digital citizen. Perché partecipare alle Olimpiadi Digitali (clicca QUI)? Perché è un modo divertente e dinamico per imparare. Del resto, nulla è per gioco - si dice - ma è molto più bello se avviene attraverso il gioco. Il meccanismo è semplice: l’utente dovrà registrarsi al sito, seguire i corsi al termine dei quali riceverà una medaglia. Il Municipio con più medaglie finirà in testa alla classifica.

La dimensione digitale così pensata, al servizio del cittadino, è inclusiva e sostenibile. Sin dai momenti iniziali di sviluppo del progetto, abbiamo seguito la strada segnata dagli SDG, i Sustainable Development Goals che i 193 paesi membri dell’Onu si sono dati per favorire lo sviluppo sostenibile del pianeta.

La tenuta di un ponte o di una porta, per parafrasare Bauman, si misura a partire dalla solidità del suo pilastro più piccolo. La società, diceva, dovrebbe essere misurata a partire dalla qualità della vita dei più deboli tra i suoi membri.

Ridurre le disuguaglianze sociali, garantire a tutti una istruzione digitale di qualità, favorire l’innovazione, sviluppare la lotta contro il cambiamento climatico sono gli obiettivi alla base di Porta Digitale, un primo concreto passo verso un futuro più semplice ed accessibile per tutti.

Benvenuti in Porta Digitale!

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